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24 Agosto 2026
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Tecnologia

I produttori auto testano i robot umanoidi in fabbrica, ma per ora i lavoratori umani restano più veloci

Le case automobilistiche stanno testando robot umanoidi per lavori di fabbrica ripetitivi, ma i test attuali rivelano che gli umani li superano ancora in velocità.

3 min di lettura
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Le case automobilistiche stanno testando robot umanoidi per lavori ripetitivi attualmente svolti dagli esseri umani. BMW ammette che il suo umanoide sperimentale è ancora più lento dei lavoratori in carne ed ossa della fabbrica. Alcuni esperti mettono in dubbio che i robot con sembianze umane offrano reali incrementi di produttività. I robot umanoidi dovrebbero rivoluzionare la produzione automobilistica, occupandosi infine di mansioni noiose senza pause, benefit o lamentele. C’è solo un piccolo problema. Al momento, alcuni non sono particolarmente abili in questo. BMW ammette che l’umanoide in fase di test in Carolina del Sud è ancora più lento degli umani che potrebbe eventualmente sostituire.

Il robot, costruito da Figure AI, è stato testato nello stabilimento BMW di Spartanburg per spostare componenti dai contenitori ai carrelli. Può camminare, afferrare pezzi e trainare il carrello, ma il vicepresidente della logistica di BMW Ulrich Wieland ha dichiarato al New York Times che “sono ancora più lenti degli umani”, sottolineando tuttavia che lo sviluppo sta procedendo rapidamente. BMW non è certo l’unica a pensare che i robot siano il futuro. Mercedes sta testando gli umanoidi di Apptronik per la cernita e la gestione dei componenti, mentre Hyundai, che possiede Boston Dynamics, intende utilizzare i propri robot per organizzare i pezzi destinati ai lavoratori umani addetti all’assemblaggio.

Tesla ha ambizioni ancora maggiori. Elon Musk ha posizionato l’umanoide Optimus dell’azienda come un business potenzialmente enorme, immaginando applicazioni che vanno ben oltre la produzione delle proprie auto. Tesla ha recentemente interrotto la produzione di Model S e X in una parte della sua fabbrica in California per liberare spazio per la produzione di Optimus. Tuttavia, c’è disaccordo sul fatto che far assomigliare i robot agli umani sia davvero il modo più intelligente per automatizzare le fabbriche. Ben Armstrong, direttore esecutivo dell’Industrial Performance Center del MIT, ha dichiarato al New York Times che gli umanoidi possono rappresentare “una soluzione da un milione di dollari per un problema da cento dollari”, sostenendo che un’automazione più semplice può svolgere molte mansioni ripetitive a costi inferiori. Le moderne fabbriche di automobili sono già ampiamente automatizzate, il che potrebbe limitare il margine di produttività che gli umanoidi possono sbloccare.

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Gambe opzionali

GM sta seguendo una strada diversa. Sta sperimentando robot collaborativi dotati di braccia e mani, tralasciando però l’intera questione del camminare come una persona. Il responsabile dei prodotti di GM Sterling Anderson ha fatto notare in precedenza che, sebbene le mani siano utili all’interno delle fabbriche, “non è chiaro lo siano le gambe”, e Renault ha recentemente debuttato con un robot privo di testa.

C’è anche l’inevitabile questione dei posti di lavoro. Le case automobilistiche sostengono che i robot potrebbero occuparsi di posizioni ripetitive difficili da coprire, creando al contempo ruoli più qualificati per la manutenzione delle macchine. I rappresentanti sindacali temono che l’automazione si tradurrà semplicemente in un minor numero di lavoratori. In ogni caso, la rivoluzione degli umanoidi in fabbrica non è ancora del tutto arrivata. Per ora, gli esseri umani possono godere di un vantaggio sul lavoro che sta diventando sempre più raro rispetto ai robot: siamo più veloci.

Cosa succede adesso

Le case automobilistiche continuano a valutare robot umanoidi e collaborativi man mano che lo sviluppo procede in vari stabilimenti.

Fonte: Articolo originale

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Tayfur Keleş

Fondatore e direttore responsabile

Digital content creator and entrepreneur focused on global media platforms, multi-language publishing, and modern web technologies.